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Limiti Pil

In: Business and Management

Submitted By Dome92
Words 1906
Pages 8
Relazione Economia per Managers
Il PIL è un buon indicatore di: dimensione economica di un paese, ricchezza, benessere, felicità, crescita?
Il PIL ha avuto indubbi meriti nel permettere, per lungo tempo, una gestione dell’economia che ne limitasse le oscillazioni e ne favorisse l’espansione, con benefici effetti per il benessere. Per questo, 20 o 30 anni fa, economisti, anche molto sensibili a concezioni non strettamente economiche del benessere, affermavano che "l’invenzione" del PIL era stato uno dei grandi contributi del secolo scorso alla conoscenza economica. Esso rappresentava, per i governi, una bussola della quale si era compresa l’importanza durante la Grande Depressione. Ma ora la crescita economica, intesa come produzione senza fine di merci, è un’idea ormai superata. Il PIL è un simulacro al quale sono attribuite proprietà che, per come è stato pensato, non gli possono appartenere e presenta quindi svariati limiti. Si può distinguere tra PIL Nominale e Reale. Il PIL Nominale misura il valore finale della produzione in un certo periodo ai prezzi di quel periodo (prezzi correnti), questo vuol dire che il valore della ricchezza di una determinata nazione in un determinato periodo risente dell’inflazione, cioè del fenomeno dell’aumento costante dei prezzi. Il PIL nominale non è un buon convertitore perché risente dell’inflazione. Il valore nominale del PIL in Europa attualmente è un 20% più alto rispetto al valore preso a parità dei poteri d’acquisto. Questo perché il mercato sopravvaluta l’euro rispetto al dollaro, ovvero perché il dato è influenzato dall’inflazione.
Il PIL Reale (o a parità dei poteri d’acquisto) esprime un valore reale della produzione dei beni sgravato dalla componente inflazionistica; misura la produzione di un Paese in termini di effettivo potere d’acquisto del paese stesso. Il PIL a parità dei poteri d’acquisto è quel valore che, a prescindere a quale paese si riferisca, viene espresso in dollari. Rappresenta quindi un buon indicatore di dimensione economica di un paese.
Non può però rappresentare una misura del benessere e della qualità della vita di una nazione (Kuznets, l’inventore del PIL, avvertiva che “il benessere di una nazione non può essere neanche approssimato da una misura del reddito nazionale” soprattutto quando l’economia è sviluppata e come “occorresse distinguere tra la quantità e la qualità della crescita, tra i suoi costi e ricavi della crescita, facendo attenzione alle conseguenza di lungo periodo. Gli obiettivi di maggior crescita devono specificare più crescita per chi e per cosa”). Cosa facilmente intuibile, se si pensa che è stato calcolato che quasi il 25% del PIL dei paesi sviluppati è destinato alla produzione di spazzatura e al trasporto (inquinante) di merci. Nonostante ciò, si è creduto a lungo che la crescita economica sia sempre buona e che bisogna far il possibile per aumentare il PIL: una sorta di mantra della crescita, si è diffuso una sorta di credo secondo cui la crescita è comunque buona. Non si considerano gli effetti della crescita sull’ambiente e nemmeno il fatto che gli ecosistemi ci forniscono a costo zero servizi che poi, con costi altissimi, tentiamo di ripristinare. Non si considera che questi servizi, essendo senza prezzo di mercato (cioè non scambiabili), non sono conteggiati nel PIL, vengono privati o ridotti fortemente alle generazioni future (e presenti). Questi servizi – regolazione del clima e dei gas atmosferici, decomposizione e assorbimento dei rifiuti, controllo delle piene, formazione dei suoli, impollinazione, ecc. – hanno un valore inestimabile e in nessun modo potrebbero essere sostituiti qualora fossero degradati o distrutti in modo irreversibile. Così guardiamo distratti alla perdita di biodiversità (la crescita esponenziale della popolazione e dei consumi stanno avvicinandoci ad un collasso ecologico che causa estinzioni a ritmi elevatissimi, estinzioni di massa a tassi 1000 volte superiori al “normale”), alla deforestazione e ai conseguenti effetti che provoca sui suoli (erosione, instabilità dei versanti, desertificazione, salinizzazione, ecc.), nell’atmosfera (sulla regolazione del clima alle varie scale) sulle comunità umane (migrazioni di massa a causa di desertificazione). A fronte di tutto ciò, è paradossale che si lavori poco meno di un secolo fa, mentre la produttività è aumentata di 20 volte.
Come anche affermato da M. Gallegati sul Sole24Ore qualche tempo fa, il PIL: si concentra solo sulla produzione, non include i beni prodotti in ambito domestico (Keynes affermava: “Se sposo la mia donna di sevizio il PIL cala”), non comprende attività di volontariato, non tiene conto della produzione derivante da attività illecite e più in generale dell’economia sommersa, trascura l’aspetto della qualità dei beni prodotti e il fatto che siano più o meno in grado di soddisfare i bisogni. Esistono quindi molti fattori che contribuiscono alla qualità della vita che non possono essere misurati in termini monetari.
Bisogna pertanto esplicitare la differenza sostanziale tra crescita economica e sviluppo economico: il primo deve essere inteso come aumento quantitativo del reddito, mentre il secondo evidenzia il mutamento qualitativo della vita. Recentemente sta crescendo l’interesse degli economisti per il benessere o felicità, non è solo il reddito che conta ma il livello di vita complessivo, e ci può essere discrepanza tra le due grandezze. Tutte queste ragioni possono portare al paradosso della felicità, ossia la crescita del reddito e del consumo non comportano un aumento della felicità, come rilevato da interviste e indicatori oggettivi, ma ad un aumento dei suicidi, uso di droghe e criminalità. Come già accennato in precedenza, la crescita a tutti i costi può portare a distruggere l’ambiente naturale ma non solo, anche i beni relazionali e la qualità della vita in senso ampio possono risentirne, ad esempio il consumismo negli USA può essere inteso come risposta patologica alla perdita di beni relazionali.
Dividendo il PIL reale per la popolazione si ottiene il reddito pro-capite, ossia il valore medio della ricchezza prodotta da ogni singolo individuo. Per decenni è stato riconosciuto universalmente come indicatore di ricchezza, ma anche in questo caso questo indice presenta molti limiti. Innanzi tutto ora è cambiata la maniera di intendere ricchezza. Nel 2012 è stata condotta un’analisi sulla base di una serie di aspetti che determinano la “ricchezza” nel suo insieme ovvero: il capitale naturale (risorse naturali, uso del suolo, ecosistemi, ecc.), il capitale produttivo (macchinari, edifici, ecc.), il capitale umano (educazione, salute, diritti umani, ecc.), il capitale sociale (istituzioni, reti sociali, ecc.). Vuol dire che l’aumento della ricchezza deve collegarsi ad una crescita sostenibile, una migliore qualità della vita e non solo al mero aspetto monetario. Ma anche se ci si riferisse solamente a quest’ultimo aspetto, il PIL non sempre sarebbe veritiero, specialmente nei paesi in via di sviluppo e in quelli arabi il PIL pro capite è falsato da soggetti con enormi quantitativi di ricchezza derivati dallo sfruttamento delle materie prime.
Anche Stiglitz ha affermato che la crescita deve essere sostenibile, sia a livello ambientale che sociale. Il dibattito in materia è intenso anche a livello istituzionale. A titolo di esempio, il 19 e 20 novembre 2007 si è tenuta a Bruxelles la conferenza internazionale “Beyond GDP” organizzata dalla Commissione europea, dal Parlamento Europeo, dall'OCSE e dal WWF. La conferenza ha richiamato leader politici, rappresentanti di governo ed esponenti di istituzioni chiave come la Banca Mondiale e le Nazioni unite con l'obiettivo di chiarire quali possano essere gli indicatori più appropriati per misurare il progresso.
Per ovviare a tali limiti sono state perseguite varie alternative a livello internazionale. Ad esempio il rapporto della commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi commissionato da Sarkozy nel febbraio del 2008, nel quale vengono ricordati i casi - spesso ben noti, come quello delle spese per riparare danni ambientali - in cui il PIL cresce e il benessere sociale, per quanto ampiamente inteso, di certo non aumenta. Inoltre, viene sottolineato che se si fosse prestata attenzione ad altri indicatori, in particolare a quelli di sostenibilità finanziaria, la crisi in corso avrebbe potuto essere, quanto meno, meglio governata; vengono presentate 12 raccomandazioni che dovrebbero condurre non tanto alla definizione di un indicatore sintetico alternativo al PIL quanto alla messa a punto di statistiche in grado di cogliere il benessere sociale nelle sue molte dimensioni.
Queste 12 raccomandazioni riguardano il benessere materiale e quello non materiale. Rispetto al primo si sottolinea la necessità di porre attenzione al reddito e al consumo, piuttosto che alla produzione, di considerare anche indici di ricchezza e di prendere a riferimento il nucleo familiare. Si ricorda l’influenza sul benessere della qualità dei beni e si pone particolare enfasi sulle disuguaglianze e sulla necessità di non limitarsi a considerare le grandezze medie, alle quali sono comunque da preferire quelle mediane. Si ricorda che il benessere dipende anche da attività che non danno luogo a scambi di mercato, come le prestazioni dirette tra soggetti e si raccomanda di misurare i servizi offerti dallo Stato in base non ai loro costi, come avviene con il PIL, ma al loro impatto sul benessere dei singoli. Riguardo alla dimensione non materiale del benessere si ricorda l’importanza del tempo libero (che, se incluso nell’indice di benessere, potrebbe annullare il vantaggio degli Stati Uniti su molti paesi europei in termini di PIL pro capite) e la necessità di misurare le relazioni sociali, la "voce" politica e la sicurezza o vulnerabilità dei singoli. Si afferma anche che vanno considerate misure oggettive e soggettive e che sono necessari indici di sostenibilità del benessere nel tempo.
Il principale indicatore proposto come alternativa al PIL che tiene conto delle principali critiche poste ad esso, è il Genuine Progress Indicator (GPI), in italiano "indicatore del progresso reale". Il GPI ha come obiettivo la misurazione dell'aumento della qualità della vita (che a volte è in contrasto con la crescita economica, che invece viene misurata dal PIL), e per raggiungere questo obiettivo distingue con pesi differenti tra spese positive (perché aumentano il benessere, come quelle per beni e servizi) e negative (come i costi di criminalità, inquinamento, incidenti stradali).
Economisti non ortodossi invece, come Daly e Cobb, hanno proposto misure alternative, come l’indice di sviluppo sostenibile ISWE. Tecnicamente è un indice che del PIL usa il consumo personale aggiustato per varie misure del benessere, quali la distribuzione del reddito, l’inquinamento, le infrastrutture, il traffico ed il deterioramento del capitale naturale che ricadrà sulle spalle delle future generazioni. In tal modo gli indici del PIL e dell’ISEW possono divergere: il PIL potrebbe crescere a danno dell’ambiente, ad esempio, così tanto da far diminuire l’ISEW. Esistono varie applicazioni dell’indice di sviluppo e confronti col PIL.
Vi è poi il progetto BES, che si inquadra nel dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del PIL” ed è nato da un’iniziativa del CNEL e dell’Istat. L’obiettivo è quello di fornire un indicatore multidimensionale del benessere; il punto importante è che attraverso il Bes si può capire come il reddito prodotto venga distribuito, perché lo stesso incremento di PIL, se distribuito in modo diseguale, ha effetti sociali ed economici diversi. Ci sono degli studi che mostrano come l'economia italiana, rispetto ad esempio a Francia e Germania, ha una struttura distributiva più polarizzata, dove ci sono più distanze tra redditi alti e redditi bassi, elementi molto rilevanti di cui occorre tenere conto.
L’obbiettivo primario di questi indici è accrescere la disponibilità di dati e di statistiche di qualità su dimensioni rilevanti del benessere sociale (e sulla sua sostenibilità) allo scopo di permettere anche ai politici di prendere scelte più meditate (ovviamente se lo vorranno), ai media di informare meglio i propri lettori e a questi ultimi di fare pesare le proprie informazioni maggiormente nella scelta politica. Sfortunatamente il "superamento" del PIL, se così vogliamo chiamarlo, non genera automaticamente politiche "migliori". Però può offrire loro una nuova, grande opportunità.…...

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Business

...agenzie: Ginnie Mae e Freddie Mac. Dagli anni Settanta, al fine di procurarsi i fondi per svolgere queste operazioni, Ginnie Mae aveva inventato un complesso meccanismo di finanziamento: la cartolarizzazione dei mutui immobiliari. La tecnica viene subito adottata anche da Fannie Mae and Freddie Mac, che la rendono ancora più sofisticata, divenendo molto presto le protagoniste del mercato dei mutui immobiliari. Nel 2008 Fannie Mae e Freddie Mac servivano indirettamente circa 55 milioni di cittadini statunitensi, tre quarti dei mutui statunitensi erano di loro proprietà, e le due compagnie detenevano nei propri bilanci mutui per una cifra superiore ai 5,5 mila miliardi di dollari (pari all’intero debito pubblico statunitense, o al 40 per cento del PIL). Ginnie Mae invece non ha mai assunto un peso determinante nel settore, in quanto i crediti da cartolarizzare erano esclusivamente i mutui erogati in favore di dipendenti pubblici e di reduci (nel 2006 aveva emesso obbligazioni solo per il 4 per cento del totale). Tuttavia è stata fondamentale nell’aprire la strada al vero processo di finanziarizzazione del mercato dei mutui. I MUTUI IMMOBILIARI CARTOLARIZZATI La novità introdotta con la cartolarizzazione è rappresenta sostanzialmente dalla seconda fase in cui si articola il meccanismo. La prima fase non presenta infatti particolari novità rispetto al passato, in quanto veniva eseguita già da tempo da Fannie Mae: è il momento in cui si realizza la cessione di un pacchetto......

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Italy's Business Environment

...italiana in dettaglio spaziando su diversi fronti e dati numerici. Terminologie economiche articolate ma informative sono presenti per dare una descrizione plausibile della situazione economico-finanziaria in cui si trova l’Italia nel 2012 ; fornendo dati alla mano , indici come il PIL, export-import, disavanzo pubblico, saldi attivi/passivi, investimenti diretti esteri , debito pubblico e altri ancora. PARTE 1 L’italia ha un disavanzo pubblico inferiore se comparato all’area euro ( relatvo al 2012) e le previsioni dicono che scendera’ ulteriormente. Il debito per l’anno presente risulta essere uno piu un quito del tot. prodotto nel paese. Si parla dunque di dati piuttosto scadenti ma relativamente nella media e superiori a quelli della Grecia. La situazione fiscale italiana non e’ in allarme poiche’ durante la crisi nera scaturita da mal funzionamento del sistema finanziario intra-bancario, le banche italiane non avevano tenuto basso la rata di interesso su prestiti bancari ma bensi’ piuttosto standard e rigida. Per rimettere il bilancio dei conti in ordine con le aspettative del UME, e’ neccessario diminuire la spesa primaria corrente anche per i prossimi 2-3 anni fino al 2014 tornando in rapporto al PIL sul livello dello scorso decennio. Ridurre il capitale per finanziare I vari settori senza prendere in considerazione le varie interrelazioni e connessioni fra i vari sistemi economici statali ( es: ospedali, scuola, interporti, sistemi radio televisivi, porti)......

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Situation Analysis Alfa Edel Pils

...Situation Analysis Alfa Edel Pils Marketing Principles MGMT 4430 10/16/2012 By: Cameron Assmann, Mallory Cadwell & Jim Bemelen Company Background Alfa Brouwerij is a Dutch family-owned independent brewery that was founded in 1870 by Joseph Meens. The brewery is located in Schinnen, a town located in the southernmost province in the Netherlands. It is still owned by the Meens family and is now led by the 4th Meens generation. Initially, Alfa beer was only sold locally, but since 1960 it has been available throughout the Netherlands. In 1993, Alfa Brouwerij began exporting to the United Kingdom, the United States, Germany, Greece and Italy. The water that is used to brew the beer is extracted from an underground spring. The Dutch Ministry of Health, Welfare and Sport has officially certified the spring, meaning that the water is pure enough to enter the brewing process without undergoing any processing beforehand. As only 15 million liters of water are allowed to be withdrawn from the spring each year, Alfa limits its beer production. This has led them to number their beer bottles to ensure that only the permitted amount of water is used. Product The Alfa brewery makes 5 different beers: Oud bruin (Old Brown), Edel pils, Lente bok (Spring bock beer), Dortmunder, Bokbier (bock beer). The focus of this situation analysis is on the Edel pils. The Edel pils is a part of the (Czech) pilsner beer family which is the most widely consumed beer in the world. It......

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Economic Analysis of Judicial Activism in India

...one, PIL was brought into effect in India with a view to fulfil these objectives which are in consonance with the objects enshrined in the Article 39A of the Constitution of India. During emergency there was lot of repression and governmental lawlessness; thousands of people were sent to jail with complete denial of their civil and political rights. Post emergency two judges Justices P.N. Bhagwati and V.R. Krishna Ayer have played a key role in promoting this avenue of approaching the apex court to the poor and the disadvantaged section of the society, seeking legal remedies in areas where public interests are at stake. The first reported case of PIL was in 1979 focussed on inhuman conditions of prisoners and under trial prisoners. PIL has been proved as one of the most inexpensive legal remedy due to nominal costs involved in filing the litigation but this way of ensuring legal remedy to the poor section of the society has given rise to the lots of frivolous litigations in the Supreme Court of India and which led to the backlog of cases in the Supreme Court, therefore Supreme Court has laid down certain guidelines to be followed before entertaining the PIL litigation. The concept of PIL has widened the meaning of the Fundamental Rights enshrined in the constitution of India by expanding the meaning of the right to equality, life and personal liberty and also by democratizing the access to justice to every citizen of India. This measure of introducing the concept of PIL......

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Kajian Dadah

... | | |JUMLAH |8,468 |100.00% |10,383 |-18.44% | *Nota- Kiraan % tidak mengambil kira data tiada maklumat 2.7 Jenis Dadah Sepanjang Januari-November 2012, jenis dadah yang paling banyak digunakan oleh penagih adalah dari jenis heroin iaitu sebanyak 4,080 orang (48.18%). Ini diikuti dengan morfin seramai 2,657 orang (31.38%) dan ganja sebanyak 1,014 orang (11.97%). Manakala seramai 695 orang (8.21%) dikesan menggunakan dadah Amphetamine-type-stimulants (ATS) iaitu dadah sintetik terdiri daripada methamphetamine (syabu), pil ecstasy dan amphetamine (Jadual 11 dan carta 5). 14 Laporan Dadah November 2012 Jadual 11: Perbandingan Penagih Mengikut Jenis Dadah Bagi Januari-November 2012 dan 2011 | | | | | | | | | | |PERBEZAAN | |JENIS DADAH ......

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Rule for Creating Value in Social Enviroments

...livello di produzione di una nazione, il suo reddito (cioè il PIL) e di conseguenza l’occupazione, sono determinati dalla domanda. E’ cioè la domanda dei consumatori e di altre 1 La teoria cosiddetta “neoclassica”, oggi di nuovo prevalente. imprese che induce un’azienda a produrre di più, costruire nuovi impianti produttivi ed assumere nuovo personale. Questo principio prende il nome di “principio della domanda effettiva”. Si tratta di una rottura radicale con il pensiero economico tradizionale, basato sulla legge di Say, cioè sull'idea che l'offerta crei la sua stessa domanda. Keynes invece comprese l’importanza della moneta come “riserva di valore”. Non è vero cioè che tutto ciò che viene prodotto venga necessariamente venduto e che il denaro ricavato venga completamente speso: la moneta infatti può essere accumulata ed è proprio l’eccesso di risparmio a creare quel deficit di domanda che causa il successivo abbassamento della produzione e quindi la disoccupazione. Gli “animal spirits”: il capitalismo è instabile per natura “Come sono deludenti, ora che li conosciamo, i frutti della brillante idea di ridurre la scienza economica a un’applicazione matematica” – John Maynard Keynes, “Alfred Marshall, 1842-1924” in Essay in Biography Nella visione economica ortodossa prevale l’idea che il mercato sia in grado di auto-equilibrarsi. Il massimo che può accadere sono oscillazioni temporanee nella produzione, nel PIL e nell'occupazione, le quali però modificheranno altre......

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Pil in India

...in a society’s just democracy. The affect of the book on the reader is a new and informative experience which they have never experienced before through other law books which uses complex and legal terms. It makes even an ordinary educated man to understand concept of public interest law. Being a first year law student, I felt like having attended a series of good lectures on the topic of pubic interest litigation. The author has tried to bring law to the people by transforming a book like ‘Public Interest Litigation in India: A Renaissance in Social Justice’ just into a form of handbook. I strongly believe that she has almost achieved the target. The scope of the book has been further enlarged by adding a new chapter on Application of PIL to current legal questions like liberation of Bonded Labour; Protection of Environment versus Economic Development is equally educative. This very well 1 (1997) 10SCC 549 4 researched and lucidly written book is indeed a valuable addition to the scarce literature on the subject. As a whole, the book is an invaluable asset, not only to the legal fraternity but also to the general public to learn the process of asserting their rights against State action. The quest for social justice and the conquest of injustice are best served by the application of the principal of Public Interest Litigation. I would like to suggest this book to all the law students of the country and all other knowledge seekers. It would prove to be a book of......

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Talent Management E Valorizzazione Delle Persone

...industriale, ma anche quella sociale e accompagnarono inscindibilmente la Seconda Rivoluzione industriale americana. Il modo di produrre Made in USA diventò dunque il modello vincente e anzi in Europa venne percepito come un elemento tipico del modo di vivere americano. Fu la società a ritenerlo valido e la neonata teoria organizzativa taylorista-fordista fu il modello con il quale esso si esplicò a livello industriale. Come sostenuto da Giorgetti, fu infatti la società americana ad accettarlo, ad esserne "complice". Nel secondo dopoguerra la situazione economico-sociale cambiò e si ebbero mutamenti che, inevitabilmente, determinarono un cambiamento radicale nella teoria organizzativa. Se da un lato si registrò, infatti, un aumento del PIL pro capite molto consistente in tutto l'Occidente (quasi 4% annuo) durante gli anni della Golden Age, le turbolenze economiche degli anni '70, insieme alle trasformazioni sociali (si pensi al Movimento del 1968) determinarono uno sfaldamento dei già citati Patti Sociali. Cambiarono le esigenze dell'ambiente in cui si immerge l'impresa e di conseguenza cambiò, come detto, la realtà organizzativa. Il modello fordista, infatti, verso gli anni '70 cedette il passo (anche se certi aspetti sono pervenuti fino ai giorni nostri), al c.d. modello post-fordista. Si passò dunque da un modello aprioristicamente definitivo migliore in quanto scientifico (One Best Way), ad un modello che tenesse maggiormente conto dell'ambiente circostante......

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Paper Research Methology

...introductie van een nieuw blik pils te realiseren. De beste keten moet met andere woorden een concreet antwoord bieden op volgende onderzoeksvraag: “Welke distributieketen zorgt voor de meest succesvolle marktintroductie voor blik in pils en in welke mate is de optimale distributieketen verschillend wat betreft seizoenaliteit, temperatuurgevoeligheid, elasticiteiten en aard van het product?” Rekening houdend met de gevonden parameterwaarden en de positioneringsstrategie van het nieuwe biermerk, is Delhaize de keten die de grootste kans op slagen biedt bij de introductie. De keuze voor Delhaize als beste distributieketen wordt hoofdzakelijk gedreven door twee elementen. Het eerste element is de lage prijsstrategie. Consumenten zijn prijsgevoelig waardoor het implementeren van deze strategie van groot belang is. Een grote eigen prijselasticiteit houdt namelijk in dat consumenten in hun koopgedrag in grote mate rekening houden met de prijs van het bier. Het nieuwe bier kan in dat geval snel een groot marktaandeel verwerven door middel van de lage prijzen. Ten tweede duidt de positionering als ‘dorstlesser’ op het belang van seizoenaliteit en temperatuurgevoeligheid. Delhaize heeft ten slotte de sterkste seizoenaliteit en temperatuurgevoeligheid. * Inleiding De doelstelling van deze paper kan in drie delen opgesplitst worden. Eerst en vooral wordt er een algemeen beeld geschetst van ACNielsen en de strategie die geïmplementeerd zal worden om de biertype pils in blik op de......

Words: 4944 - Pages: 20

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Piano Intesa Sanpaolo 2011-2013/2015

...Pro-forma omogenei con il perimetro del Piano d’Impresa 2011-2013/2015 (3) FTE L’eventuale mancata quadratura dipende dagli arrotondamenti. CAGR calcolati sui valori in milioni di euro 11 16,4 2010 2013 (2) pro-forma 2015 1 Crescita dei ricavi sostenibile CAGR 2010-2013 … e forse superabile CAGR 2010-2015 Abbiamo ipotizzato uno scenario economico prudente Crescita annua Crescita annua media 2011-2013 media 2011-2015 PIL area Euro 1,3% 1,6% PIL Italia 0,8% 1,6% 1,7% 2,50% (2013) 3,25% (2015) (€ mld) 16,4 6,1% 5,7% 19,6 21,7 2013 2015 0,9% Prezzi al consumo Italia Proventi Operativi Netti Tasso di riferimento BCE (fine periodo) Se ipotizziamo scenario leggermente migliore... Crescita annua Crescita annua media 2011-2013 media 2011-2015 PIL area Euro 1,7% 1,2% 1,1% Prezzi al consumo Italia 2,0% 4,50% (2015) (€ mld) ~8% 20,6-20,9 ~7% 23,0-23,2 2,0% 4,00% (2013) Proventi Operativi Netti 1,8% PIL Italia 2010 pro-forma(1) Tasso di riferimento BCE (fine periodo) Nota: per dettagli vedi scenario in appendice (1) Pro-forma omogenei con il perimetro del Piano d’Impresa 2011-2013/2015 12 1,0-1,3 1,3-1,5 16,4 19,6 21,7 2010 pro-forma(1) 2013 2015 2 Produttività in crescita … con qualche riserva a disposizione CAGR/Δpp 2010-2013 Spese del personale (€ mld) ~€800mln......

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Psycholist

...ESAME DI STATO DI ABILITAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI “PSICOLOGO” I Sessione 1999 Tema estratto “Punti di forza e di debolezza della psicologia come scienza: validità e limiti dei principali paradigmi teorici”. II Sessione 1999 Tema estratto “ Il candidato illustri i principali metodi di ricerca in ambito psicologico, discutendone approfonditamente uno a scelta”. I Sessione 2000 Tema estratto “ Lo sviluppo in età evolutiva: il candidato ponga a confronto due teorie scientificamente condivise, ne illustri la metodologia e le possibili applicazioni professionali, ne presenti gli aspetti convincenti e quelli più problematici”. II Sessione 2000 Tema estratto La Motivazione. “ Il candidato illustri dettagliatamente uno o più tra i principali paradigmi teorici che hanno permesso di chiarire e di problematizzare il concetto di “motivazione” in Psicologia. Ne delinei altresì alcuni possibili ambiti applicativi”. I Sessione 2001 Tema estratto “ Una teoria psicologica. Il candidato la descriva analiticamente nei suoi aspetti teorici, metodologici e applicativi e ne discuta degli aspetti problematici.” II Sessione 2001 Tema estratto L’apprendimento. Dopo una sintetica presentazione di differenti prospettive teoriche sull’apprendimento, il candidato ne illustri una precisando il quadro teorico, la metodologia di studio, gli sviluppi applicativi e gli aspetti critici. I Sessione 2002 Tema estratto Metodo...

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Resonsibility of Cra in the Latest Financial Crisis

...emesso il rating, esso è soggetto a periodiche revisioni in seguito all’accadimento di eventi che potrebbero modificare il merito creditizio. A volte i bond rating possono coincidere con l’issue rating. 2. I “sovereign credit rating” sono una stima della probabilità di fallimento di uno stato sovrano, ovvero la sua impossibilità a far fronte alle obbligazioni emesse, i titoli di stato. I fattori presi in considerazione per il calcolo della probabilità di default sono molteplici, e possono essere di natura pubblica, come dati economici, sociali e politici, oppure di natura non pubblica. Essi vanno dal reddito pro capite 10 all’inflazione, dalla bilancia dei pagamenti all’indebitamento, fino al grado di sviluppo economico, alla crescita del PIL, alla storia dei fallimenti e al livello di stabilità politica. Come vedremo in seguito, i rating sovrani hanno un enorme peso nella determinazione dei tassi di interesse dei titoli di stato. 3. I “bank financial strenght rating” sono particolari tipi di rating che valutano la solidità e la sicurezza finanziaria intrinseca delle banche. Essenzialmente questi rating misurano la probabilità che un istituto creditizio possa trovarsi, in futuro, in una situazione di necessità, e debba quindi ricorrere a organismi di supporto finanziario governativi e intergovernativi. 4. Gli “issuer rating”, come già accennato, valutano il merito creditizio di un emittente. Sono opinioni sulla capacità dell’issuer di far fronte alle proprie obbligazioni......

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Art. 41 Costituzione

...della Costituzione italiana che disciplina i rapporti economici, poiché pone un principio di bilanciamento tra iniziativa privata e interesse collettivo: l'iniziativa privata è libera nei limiti dell' utilità sociale e della sicurezza, libertà e dignità umana. Nell’interpretazione di questo articolo, un primo problema riguarda le attività tutelate dalla disposizione costituzionale: secondo un primo orientamento, la libertà di Iniziativa economia privata si riferirebbe soltanto all’esercizio di un’attività imprenditoriale, laddove, secondo un orientamento diverso, ripreso dalla giurisprudenza costituzionale, essa comprenderebbe anche altre attività economiche, tra cui la stessa autonomia contrattuale, con l’eccezione del lavoro (subordinato e/o autonomo), la cui tutela andrebbe cercata in altre disposizioni costituzionali (artt. 4 e 35 ss. Cost.). Un orientamento ulteriore, infine, basandosi su alcune sentenze della Corte costituzionale, estende questa libertà anche ad ogni attività da cui possa derivare un vantaggio economico per chi la svolge, ivi compreso il lavoro subordinato e/o l’esercizio di una professione. Per quanto riguarda gli ulteriori profili di discussione, ci si è chiesti se l’iniziativa economia privata sia un diritto o, se, invece, in virtù dei penetranti limiti a cui è assoggettata dallo stesso art. 41, co. 2, 3 Cost. (non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale né recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana;......

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Crisi Economica Italiana

...Italia, XXI secolo: il rapporto tra il debito pubblico, il PIL e la crisi finanziaria Scritto da Redazione Sitoteca Storia Giovedì 07 Aprile 2011 17:33 - Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Aprile 2011 17:39 L'Italia è oggi in Europa e nel mondo uno dei paesi con il maggior debito pubblico in rapporto al PIL. Questa situazione determina una serie di problemi per lo sviluppo, soprattutto in presenza di una crisi strutturale co,e quella in atto a partire dalla fine degli Anni Zero. ”Quando il rapporto tra debito pubblico e Pil è divenuto troppo elevato e continua a crescere nel tempo, i cittadini che hanno sottoscritto finora il debito, e i sottoscrittori esteri ancor più che i cittadini nazionali, potrebbero rifiutarsi di sottoscrivere il nuovo debito ed esigere il pagamento di quello esistente. Lo Stato si troverebbe in una situazione di bancarotta. Il dramma è che quando si è arrivati a una simile situazione di crisi finanziaria, lo Stato ha solo due modi possibili per chiudere il problema. Il primo modo è di convincere la Banca centrale a stampare moneta per finanziare le esigenze della spesa pubblica, comprese quelle per far fronte al rimborso del debito, in una misura tale da consentire di non collocare più nuovo debito sul mercato: è la cosiddetta monetizzazione del debito. La immissione di moneta nell'economia sarebbe però di tale intensità da provocare una massiccia inflazione la quale finirebbe rapidamente per distruggere l'effettivo potere d'acquisto del debito......

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Foreign Direct Invesments a Brief Description

...lungo termine tra l’Investitore Diretto (ID) e l’Impresa di Investimento Diretto (IID), quindi un grado significativo di influenza da parte dell’ID sul management dell’IID. L’investimento diretto riguarda la transazione iniziale tra ID e IID e tutte quelle successive, considerando anche quelle con le Imprese affiliate, sia di proprietà e non dell’ID. L’OECD suggerisce che per definire un impresa come ID essa deve possedere almeno il 10% di azioni o potere di voto su un’IID. Questo determina l’esistenza di un rapporto di Investimento diretto quindi la capacità da parte dell’ID di influenzare o partecipare nel management di un’impresa, non richiede il controllo assoluto sull’IID. In concreto gli FDI: Dal 1986 al 2000, il PIL mondiale in termini reali (PIL nominale meno inflazione) è cresciuto ad una media di 2,5% annuo: le esportazioni sono cresciute del 5,6% annuo; mentre i flussi degli FDI sono cresciuti del 17,7% all’anno Gli FDI costituiscono poco più del 10% del totale delle esportazioni mondiali Provengono principalmente dai paesi sviluppati. L’Europa è di gran lunga il posto con gli ID più attivi E sono rivolti in modo predominante ai paesi avanzati Nei paesi avanzati prendono generalmente forma come F&A, mentre nei paesi in via di sviluppo li vediamo generalmente come “greenfields” La mggior parte degli FDI sono concentrati in settori ad alta intensità tecnica e tecnologica...

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