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Il Sogno

In: Philosophy and Psychology

Submitted By smicci
Words 2277
Pages 10
TESINA DI MONTOLI SIMONA, CLASSE VD, ANNO SCOLASTICO 2006-2007

LICEO SCIENTIFICO G. FALCONE E P. BORSELLINO, ARESE.

Nel 1900 Sigmund Freud pubblica “L’interpretazione dei sogni”, dove definisce i fenomeni onirici come la “via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio nella vita psichica”.
Egli intende studiare i sogni in quanto in essi si manifesta la parte più intima, più nascosta e più inconscia della psiche dell’uomo, poiché viene meno il controllo della ragione.

Freud individua quattro caratteristiche che definiscono il sogno: • E’ sempre legato al sonno • Si dimentica facilmente e si ricorda solo raramente • Può avere una durata qualsiasi • Influenza il nostro umore e i nostri atteggiamenti quotidiani.

Il sogno rappresenta un ospite indesiderato del sonno ma inevitabile perché è la risposta della nostra psiche a uno stimolo, a un disturbo di tipo psichico o fisico o ad un’esperienza quotidiana. Esso è l’espressione concreta di un desiderio, in quanto nel sogno riusciamo a realizzare qualcosa che non siamo riusciti a fare da svegli.
Dice Freud che i sogni sono “l’appagamento di un desiderio”: appagamento, però camuffato attraverso simboli onirici, di un desiderio rimosso, ossia di un desiderio accantonato all’interno della psiche, senza però essere stato eliminato, attraverso il processo psichico della rimozione.

Nel sogno, infatti, si distinguono: • Il contenuto onirico manifesto, ossia le immagini che vediamo durante il sogno. • Il pensiero onirico latente, ossia il significato nascosto delle immagini (immagini non casuali).

Pertanto all’interno del sogno si possono individuare due processi: • La censura onirica, la quale è responsabile dei divieti che la psiche (influenzata dalla coscienza morale e quindi dalla morale corrente) esercita sul contenuto del sogno. • La deformazione onirica, la quale è responsabile delle trasformazioni di significato del sogno.
Questi due processi causano lacune e simboli onirici che rendono il sogno incomprensibile ed illogico.
I simboli onirici più frequenti sono quelli di natura sessuale: ad esempio gli edifici lisci alludono alla figura maschile, mentre quelli dotati di sporgenze a quella femminile; elementi lunghi ed eretti, con capacità di sollevarsi, di allungarsi, di ferire o di penetrare alludono al pene, mentre elementi quali una caverna, un armadio, un forno, una scatola alludono alla vagina.
Il re e la regina ricordano i genitori, i cuccioli degli animali sono un riferimento a fratelli e sorelle; l’acqua allude alla nascita perché ricorda il liquido amniotico e la partenza è un chiaro riferimento alla morte.

Freud chiama lavoro onirico quella elaborazione che porta da latente a manifesta la materia del sogno. Esso è articolato in quattro fasi: • La condensazione, che permette alla psiche di dare consistenza al materiale onirico di partenza. • Lo spostamento di significato, nel momento in cui la psiche procede a confondere il significato del sogno, introducendo significati indiretti. • La trasposizione in immagini del materiale onirico. • L’elaborazione secondaria, la quale dà l’ordine definitivo al sogno.
Il lavoro di interpretazione consiste nel processo opposto, è data dallo stesso paziente guidato dallo psicanalista e serve per risalire alle cause del sogno. All’inizio il sogno oppone resistenza, ma lo psicanalista lo sollecita attraverso il metodo per associazione di idee, il quale prevede che il paziente si abbandoni al corso dei proprio pensieri , associandoli a catena.

Nel 1924 lo scrittore francese Andrè Breton pubblica a Parigi il "Il manifesto del surrealismo" nel quale spiega il programma di tale movimento artistico.
Breton chiama surrealismo un orientamento dell'arte del XX secolo che nasce dal rifiuto delle leggi della razionalità e della tradizionale concezione della realtà per affermare un'assoluta libertà di espressione e lo definisce in tal modo: "il surrealismo è un automatismo psichico puro mediante il quale ci si propone di esprimere sia verbalmente, sia per iscritto o in altri modi, il funzionamento reale del pensiero; è il dettato del pensiero con assenza di ogni controllo esercitato dalla ragione, al di là di ogni preoccupazione estetica e morale".
Il surrealismo è quindi il tentativo di esprimere l'io interiore in piena libertà,senza alcun limite imposto dalla ragione o di tipo morale per uscire dal reale razionale e accedere ad una realtà nuova, quella surreale.
Per raggiungere questa libertà è necessario lasciarsi guidare dall'inconscio, così come accade nel sogno, dove le immagini, le percezioni e le emozioni si susseguono senza fili logici, vincoli o legami apparenti, rivelando la nostra realtà più intima e profonda.
Dunque il surrealismo si rifà esplicitamente a Freud al punto che Breton nel "Manifesto del surrealismo" si appella direttamente al medico viennese, affermando che "per merito tuo l'immaginazione è forse sul punto di riconquistare i suoi diritti".
Inoltre eredita alcune posizioni dal movimento dadaista per ciò che riguarda il tema della libertà da ogni condizionamento esteriore, ma se il dadaismo lo interpreta in senso negativo, ossia come distruzione dell'eredità lasciata dalla cultura tradizionale, il surrealismo va oltre, proponendo anche una possibilità di ricostruzione.
Infine lo stesso Breton considera padre del surrealismo Giorgio De Chirico, in quanto la sua pittura metafisica vuole cogliere l'essenza intima della realtà, andando oltre la sua apparenza sensibile, sciogliendo il singolo oggetto dai nessi logici che lo legano agli altri oggetti e al suo ambiente.

Uno dei principali pittori surrealisti è stato Salvador Dalì.

Salvador Dalì nasce a Figueres, in Catalogna, l'11 maggio 1904. All'inizio degli anni '20 è ammesso all'Accademia Reale di San Ferdinando di Madrid, da cui però verrà radiato per indegnità.
Nel 1927 si reca a Parigi dove conosce Picasso, Mirò e Breton avvicinandosi sempre di più al movimento surrealista.

Egli sviluppa un surrealismo molto personale, inventando una particolare tecnica di automatismo psichico che chiama "metodo paranoico-critico". La paranoia è, secondo Dalì, "una malattia mentale cronica, la cui sintomatologia più caratteristica consiste nelle delusioni sistematiche, con o senza allucinazioni dei sensi. Le delusioni possono prendere forma di mania di persecuzione o di grandezza o di ambizione".
Quindi il metodo paranoico-critico consiste nel recupero delle proprie delusioni, delle proprie preoccupazioni e delle proprie inquietudini che nascono dall'inconscio per poi riportarle sulla tela, razionalizzando il tutto e nel modo più impersonale e diretto, secondo il seguente schema: paranoico=molle (ossia elementi molli e plastici) e critico=duro (ossia elementi con solidità volumetrica).
Il surrealismo di Dalì va oltre quello di Breton in quanto razionalizza il meccanismo.
Egli rappresenta sulla tela immagini che nascono dal suo più profondo Io; immagini anche prive di collegamenti logici come quelle oniriche, ma che trovano la propria logicità nel suo inconscio.

Ad esempio, nel "Sogno causato dal volo di un'ape".

[pic]

Salvador Dalì
“Sogno provocato dal volo di un'ape intorno a una melagrana, un secondo prima del risveglio”,1944. Olio su tavola, 51x41 cm. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza.

Dopo la puntura di un’ape l’artista cerca di fissare tutte le visioni attraverso le quali il suo inconscio gli ha comunicato l’avvenuta puntura. La moglie e musa dell’artista, Gala, giace a mezz’aria su un piatto scoglio frastagliato. Una baionetta appuntita sta per trafiggerle il braccio destro: siamo nell’istante che precede il dolore. La puntura si materializza in due grosse tigri che balzano fuori dalla fauci di un pesce a sua volta scaturito da una melagrana spaccata. Sullo sfondo un elefante dalle zampe scheletriche regge un obelisco sulla groppa.
La rappresentazione è visionaria,incoerente ed onirica proprio perché attinge dall’inconscio dell’artista.
Un altro riferimento alle teorie Freudiane si può trovare nello "Stipo antropomorfo", dove Dalì rappresenta un'inquietante figura pseudo-umana semisdraiata per terra, costituita da cassetti, che con una mano allontana la città sullo sfondo.

[pic]

Salvador Dalì, “Stipo antropomorfo”, 1936. Olio su legno, 15,4x44,2 cm. Dusseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen.

Il richiamo alla psicanalisi è evidente in quanto fino a quando l'uomo non sarà in grado di far emergere dal proprio inconscio le angoscie, ossia di far aprire i cassetti, egli non sarà in grado di affrontare il mondo che lo circonda.

“L’unica differenza tra la Grecia immortale e i tempi contemporanei è Sigmund Freud, il quale scoprì che il corpo umano, puramente platonico all’epoca dei Greci, ora è pieno di cassetti segreti che solo la psicoanalisi è capace di aprire”
(Salvador Dalì).

“IL TERZO REICH DEI SOGNI”, CHARLOTTE BERADT

Questo libro uscì nel 1966 e contiene una selezione di sogni avuti da persone durante il regime nazista in Germania, che l’autrice inizia a raccogliere dal 1933, l’anno della salita al potere di Hitler, fino al 1939.
Si tratta di una documentazione interessante in quanto i sogni ci conducono nella vita quotidiana, apparentemente privata di queste persone, in cui penetrano le onde del terrore e della propaganda.
In questi sogni, infatti, non predominano le immagini legate al terrore effettivo, dichiarato, ma più che altro al terrore “quotidiano”, ossia psicologico, dovuto alla propaganda e al controllo sempre più assoluto della vita dei “sudditi” da parte dello stato.
I temi che ricorrono più frequentemente sono l’adattamento al nuovo regime, la sottomissione, la paura, la paralisi della resistenza e la complicità tra vittime e carnefici. L’essere umano si ritrova isolato e per non uscirne distrutto si sottomette a una pressione conformante che gli permette di sopravvivere a scapito della propria libertà interiore.
Molti non osano neppure ribellarsi in sogno: l’angoscia li costringe ad uccidere i propri sogni, prima di raggiungere quel conforto emotivo con cui, almeno nella fantasia, possiamo agire come desideriamo.
L’angoscia, oltre ad essere una caratteristica comune a tutti i sogni, è la base su cui si fonda un qualsiasi regime totalitario e infatti questo libro dimostra con quanta efficacia il Terzo Reich, sfruttando lo stato di terrore, riusciva a uccidere il sonno, annientando la capacità di rinnovare le proprie energie emotive con i sogni.
Il regime trionfa costringendo gli uomini a fare i sogni che vuole che facciano: quelli che ammoniscono il sognatore sul fatto che resistere è impossibile, che la salvezza sta nell’accettazione. La vera sicurezza risiede nell’epurare anche l’inconscio da ogni desiderio di lotta o ribellione, nel non sognare idee pericolose perché anche solo l’avere pensieri sovversivi è pericoloso.
Il libro dimostra come vi sia un netto squilibrio,in favore dei primi, tra i sogni di debolezza e persecuzione e quelli di potenza, di vittoria i quali sono del tutto assenti nell’opera. Ciò è una prova del successo del regime nazista, che invade e controlla anche i più intimi e profondi pensieri dell’uomo, finché, persino nell’inconscio, rimane solo la sottomissione.
L’uomo, suddito del Terzo Reich, perde così la propria identità in quanto adattandosi a questo sistema di pensiero, basato sulla pura e semplice accettazione, i pensieri dell’individuo perdono il loro valore, vengono estraniati. Si ha quindi un “annientamento della pluralità”.
È necessario quindi riconoscere le manifestazioni del totalitarismo prima che non si abbia più il diritto di dire io.

“Quel gerarca nazista che disse che solo dormendo era possibile condurre una vita privata nel Terzo Reich, del Terzo Reich aveva sottovalutato le risorse”.

L’autrice, Charlotte Beradt, divide i sogni a seconda del loro contenuto e significato: • Sogni in cui ricorrono decreti, leggi, disposizioni del regime. L’apparato burocratico con la sua freddezza e decisione risulta il protagonista incontrastato dei sogni. Gli uomini ne sono sopraffatti e poiché la loro volontà viene meno si sentono alienati, sia dall’ambiente che da se stessi, diventando una non-persona. • Sogni in cui compaiono i mass media, strumenti principali della propaganda, e elementi quotidiani (quali stufe, lumi..)che controllano ogni singola azione dell’individuo, diventando autonomi e agendo da controllori indipendenti, manifestandosi in immagini come una voce dall’alto, apparizioni, richiami. Il Terzo Reich non era in grado di controllare ogni singolo individuo, ma traeva profitto dalla paura, ispirata da tale possibilità, che esso stesso aveva incorporato nell’animo di ogni uomo, il quale cominciava ad autoterrorizzarsi e si trasformava involontariamente in un collaboratore del terrore sistematico. • Sogni in cui il protagonista è l’anti-eroe, ossia colui che non compie nessuna azione, che non agisce perché paralizzato dalla paura anche se vorrebbe contestare il sistema. • Sogni di individui impegnati nella resistenza nella vita reale, nei cui sogni conservano ancora una, seppur minima, facoltà di agire. Essi si differenziano, quindi, dall’anti-eroe. • Sogni che esprimono le conseguenze psichiche delle leggi razziali: ad esempio, una giovane sognava spesso di liberarsi per sempre dalla madre ebrea, esprimendo persino sentimenti di odio e disprezzo. • Sogni di coloro che non possiedono, nell’aspetto fisico, i tratti tipici della razza ariana, i quali hanno sempre come tema ricorrente l’inferiorità della “razza scura”. Ciò dimostra come la mitizzazione, ottenuta con la propaganda, di una razza faccia sì che il tipo “deviato” si adegui, sentendosi realmente inferiore. • Sogni che consentono di analizzare il fenomeno dell’adattamento: l’uomo, inizialmente contrario all’omologazione, lentamente si predispone al consenso. (ad esempio, il sogno di un uomo che inizialmente vede Hitler come un clown fino ad arrivare ad affermare “non è poi tanto malvagio...forse essere contro è fatica sprecata”). • Sogni con una chiara componente erotica: il nesso tra potere ed erotismo non è nuovo - il potere è qualcosa di erotico - ed ha condizionato i voti delle donne a favore del Fuhrer, il quale fu scelto appositamente scapolo (e vi rimase sino alla morte). Hitler diventa nei sogni un seduttore e un oggetto del desiderio erotico. • Sogni di ebrei il cui motivo dominante è lo spiazzamento, la spersonalizzazione, la perdita dell’identità, la paura di perdere la madrelingua, la maledizione dell’ebreo errante (anticipando quello che sarebbe successo negli anni successivi con la soluzione finale).

BIBLIOGRAFIA

“Autori di fare filosofia”; N. Abbagnano, G. Fornero; Paravia.
“L’interpretazione dei sogni”; S. Freud; Euroclub, 1978.
“Dell’arte e degli artisti”; P. Adorno, A. Mastrangelo; G. D’Anna, Messina-Firenze.
“Il Terzo Reich dei sogni”; C. Beradt; Einaudi 1991.
“Le Garzantine: Filosofia”; Garzanti.
“Le Garzantine: Arte”; Garzanti.
Appunti personali

SITOGRAFIA

www.wikipedia.it www.pittart.com/surrealismo.htm www.surrealismo.it

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STORIA
Charlotte Beradt:
“Il Terzo Reich dei sogni”

ARTE
Il surrealismo e Salvador Dalì

FILOSOFIA
Sigmund Freud:
“L’interpretazione dei sogni”

IL SOGNO: “LA VIA REGIA PER LA CONOSCENZA DELL’INCONSCIO”…...

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Il Consolidamento Democratico in America Latina: Storia E Prospettive.

...Giovanni Zanoletti Il consolidamento democratico in America Latina: storia e prospettive. Il processo di formazione di regimi indipendenti e democratici in America Latina, iniziato con le lotte per l’affrancamento dalla dominazione coloniale verso la fine degli anni ’10 del XIX sec., è sempre stato caratterizzato da alcuni elementi culturali e sociali che si sono mantenuti costanti durante questi due secoli di storia, in parte comuni alle varie entità statali di cui il sub-continente si compone e in parte peculiari, a seconda dell’epoca e dal tipo di colonizzazione. Certo è che questi caratteri hanno giocato un importante ruolo nella difficoltà di affermazione dei caratteri dello stato democratico nelle varie realtà territoriali, giungendo a un certo grado di diffusione delle procedure democratiche solamente verso l’inizio degli anni novanta. Considerando la storia dell’America Latina, quello di fronte a cui ci troviamo è quasi un secolo e mezzo di “volatilità istituzionale”: è infatti possibile riscontrare più o meno in ogni parte della regione frequenti cambi di regime, avvenuti tramite golpe e rivoluzioni, l’affermazione di dittature e il loro rovesciamento, elezioni democratiche e plebisciti. Solo a partire dagli anni ’90 sembra che la situazione politica si sia stabilizzata verso un indirizzo di governo democratico più o meno ovunque, anche se alcune eccezioni rimangono. Definito il quadro d’insieme, è interessante analizzare quali elementi componevano il......

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Usa: M-Form E Il Capitalismo Manageriale

...M-FORM E IL CAPITALISMO MANAGERIALE La grande impresa, quando finisce la prima guerra mondiale, in America è in larga parte il risultato di fusioni. Si tratta di organismi diversi e superiori alla somma delle parti costituenti. Nel merger si sono chiusi impianti, se ne sono costruiti di nuovi secondo lo stato dell’arte della tecnologia così da poter sfruttare le economie di scala e di diversificazione, si sono specializzate le produzioni degli stabilimenti già esistenti, si è delineato un nuovo disegno organizzativo. Un indicatore del successo delle fusioni sono l’incremento delle quote di mercato e la caduta dei costi unitari. Caratteristica saliente della grande impresa americana è la U-form, ovvero l’organizzazione strutturata su funzioni. A queste funzioni sovrintendono membri del consiglio di amministrazione che sono coinvolti nella gestione aziendale. La grande impresa moderna negli Stati Uniti come negli altri paesi è un prodotto del quarantennio precedente la prima guerra mondiale, sia per ciò che concerne il saper fare tecnico-gestionale, sia per quanto riguarda il disegno organizzativo e la definizione dei canali di autorità. Ma dagli anni Venti negli Stati Uniti si ha un importante sviluppo organizzativo che va nella direzione di un ulteriore incremento della pervasività del management: l’impresa multidivisionale. La comparsa di questo nuovo tipo di struttura aziendale è stimolata da fattori sia esterni che interni all’impresa. Nella seconda metà degli anni Venti......

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Il Concetto Di Autorià in J Raz

...Ragioni per l'azione e norme......................................................................................................5 I.1. Il ruolo delle ragioni.........................................................................................................5 I.1.1. Quattro caratteristiche del concetto di “ragione per l'azione”..................................5 I.1.2 Ragioni escludenti e norme.......................................................................................8 I.1.3 La teoria esemplificata: sorgono alcuni problemi...................................................10 I.2. Disposizioni della autorità e ragioni..............................................................................12 I.2.1 Ragioni indipendenti dal contenuto.........................................................................12 I.2.2. Norme, ragioni e sanzioni......................................................................................13 I.3. L'obbligo politico...........................................................................................................16 I.3.1. Il problema ............................................................................................................16 I.3.2. Centralità dell'obbligo politico ..............................................................................17 I.3.3. Il rispetto per la legge ............................................................................................18 Capitolo......

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